IL FURGONE DEI PAZZI
di Carlos Liscano
“La semplicità, per non dire l’ascetismo, di queste pagine colloca Il furgone dei pazzi tra le testimonianze esemplari della reclusione, dell’avvilimento dell’uomo attraverso l’uomo, dell’esercizio del male”
In un articolo dal titolo significativo Del caos a la literatura, Liscano dà conto del modo in cui è riuscito a superare grazie alla scrittura l’esperienza del carcere, che definisce il “regno negativo del logos”.
Le parole sono ciò che massimamente vi viene represso e punito, oppure capovolto (i carcerieri parlano sempre del loro “senso di giustizia”) o deformato in pianto o in grido. Ne Il furgone dei pazzi, al contrario, l’uso logico del linguaggio si ripristina, le cose si riprendono il proprio nome, il silenzio viene interrotto.
Il racconto è costruito con coerenza e mette a punto un universo narrativamente lucido, comprensibile, effetto di un percorso di analisi e di autoanalisi che evita la commiserazione, la vittimizzazione. Se una cosa è chiara allo scrittore nel momento in cui pensa al testo è che non vuole scrivere “un’interminabile successione di storie di vessazioni, prive di complessità e di valore letterario”.
TRADUZIONE: Luisa Stella, Gianfranco Pecchinenda
LINGUA: ITALIANO
INFORMAZIONI AGGIUNTIVE
ISBN 9791280687043
Genere: Narrativa
Lingua: Italiano
Pagine: 144
TITOLI ORIGINALI: El furgón de los locos
Casa editrice: Edizionidellassenza
Anno di pubblicazione: 2025
IN COPERTINA: Disegno di © Carlos Liscano
IN IV DI COPERTINA: Foto di © Nancy Urrutia